IRAN e la futura guerra

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Xostantinou
00Sunday, June 13, 2010 12:48 PM
Nubi di guerra si addensano all'orizzonte...non che dalle parti del golfo persico si siano mai diradate, però è preoccupante...di certo non si può nemmeno lasciar fare impunemente, altrimenti si rischia di intervenire troppo tardi (vedi dichiarazione di guerra anglo-francese alla Germania hitleriana)
_Tiberias_
00Sunday, June 13, 2010 1:24 PM
"Ma due cose sono certe: la prima che, come dice il generale Aharon Zevi Farkash, «Riad è più impaurito di Israele dell’eventuale capacità nucleare iraniana». E con essa, l’Egitto e la Giordania."

Verissimo, I Sauditi hanno il terrore di un Iran (scita) con capacità nucleare.

Keirosophos
00Sunday, June 13, 2010 1:32 PM
Certamente....poi non è che l'iran sia una fazione "volta alla paccifica convivenza".....
GlaucopideSophia1
00Sunday, June 13, 2010 1:37 PM
a causa del lento disfacimento della potenza degli usa, israele non è mai stata così popolare fra i paesi arabi nonostante il blocco di gaza, non mi stupirei che questi paesi arabi la smettessero di appoggiare la palestina in cambio della protezione di israele contro iran (e forse in segreto questo l' hanno già fatto), mi sembra una situazione simile alla prima guerra del golfo , in cui i sauditi avevano paura di saddam e furono disposti a tutto per avere la protezione usa.
e dopo l' iran aspettiamoci qualcosa anche dalla turchia, anch' essa desidera divenire una potenza nucleare (e si dice aspiri ad riconquistare il medio oriente).
Keirosophos
00Sunday, June 13, 2010 1:42 PM
Non penso che la turchia o l'iran avranno vita facile...se attaccassero israele gli USA e di conseguenza l'europa si schiererebbero con quest'ultimo...poi non penso che la russia appoggerebbe l'iran...
Xostantinou
00Sunday, June 13, 2010 1:48 PM
da quello che sta succedendo ultimamente (tra cui le esplicite minacce di Ahmadinejad a Putin) la Russia sembra destinata a diventare l'ennesimo paese ostile all'Iran, che de facto si sta isolando.
In considerazione a futuri scenari bellici ed al disgregamento della potenza statunitense, vorrei ricordare anche l'altro conflitto "tiepido", quello tra le due coree.

p.s.
se la turchia vuole riespandersi in medio oriente per rinverdire i fasti ottomani noi siamo pronti ad entrare a Costantinopoli come liberatori, vero? [SM=g27988] [SM=g6794]
Keirosophos
00Sunday, June 13, 2010 2:12 PM
Penso proprio che di questo passo l'Iran finirà davvero per essere completamente ( o quasi...turchia?) isolata

PS soldato Keirosphos a rapporto Basileu!
MAMO72
00Monday, June 14, 2010 12:26 PM
Nessuna guerra all'orizzonte, riponete i labari neo-crociati, non si va da nessuna parte.
Le sanzioni imposte sono assolutamente ridicole e come al solito verranno bypassate con qualche escamotage tecnico legale o meno; l'Iran è il primo esportatore di petrolio verso la Cina (che da lui importa il 25% del suo fabbisogno) e l'India, e la Russia resta il primo partner commerciale per armi e tecnologie, senza dimenticare l'Italia (3° esportatore di armi al mondo).
Il problema non è l'Iran (gli ci vorranno dai 3 ai 5 anni ancora per completare un ipotetico processo per arrivare all'arma atomica) ma Israele; non me ne vogliano gli amici ebrei, ma in questo momento l'elemento destabilizzatore del medio-oriente sono loro, o meglio, la loro politica estera.
_Tiberias_
00Monday, June 14, 2010 12:41 PM
L'unica sanzione efficace è quella sui derivati petroliferi. Infatti l'Iran anche essendo uno dei maggiori esportatori di petrolio a livello mondiale, per mancanza di impianti di raffinazione è costretto a importare il 40% del suo fabbisogno di carburanti. Bastava chiudere quel rubinetto per piegare il regime di Teheran, ma non è negli interessi della Russia, della Cina e delle stesse multinazionali occidantali (Eni compresa).


Certo, l'elemento destabilizzante è Israele non l'asse Iran-Siria-Hamas-Hezbollah...
Xostantinou
00Monday, June 14, 2010 12:57 PM
Nessuno dei due è esente da critiche, Israele stando troppo sulla difensiva (non che non le manchino i motivi validi) reagisce a nervi tesi a volte lasciandosi scappare la situazione di mano ed esagerando, dall'altro ci sono governi di paesi dell'area totalmente collusi con gruppi di fanatici estremisti del fondamentalismo islamico...
GlaucopideSophia1
00Monday, June 14, 2010 7:38 PM
Non raccontiamoci storie, sono altri i paesi che sognano di "cavalcare un giorno in testa alla bufera" , certamente non israele, che negli ultimi 50 anni si è limitato a difendersi, dopo anni in cui vieni attaccato da tutte le parti è naturale che in certe situazioni reagisci in modo eccessivo.
C'è un perchè se egitto e arabia dopo anni in cui hanno avuto contatti difficili con gli israeliani per partito preso (e anche perchè vedevano in israele una possibile preda da spartirsi), hanno iniziato ad appogiare israele, chiaramente hanno paura di quello che stà succedendo negli altri stati dell' area , israele è l' elemento stabilizzante dell' area, perchè con la sua potenza fa paura a tutti e prima di dare fuoco alle polveri ci pensano due volte.
Xostantinou
00Monday, June 14, 2010 7:41 PM
anche perché Israele non ha alcun motivo per attaccare gli altri stati, a meno che non percepisca questi come una minaccia imminente per la propria incolumità, mentre paesi come l'Iran fanno dell'annientamento fisico di Israele una ragione di vita.
Keirosophos
00Monday, June 14, 2010 7:43 PM
Esatto...penso che l'elemento destabilizzante sia proprio l'iran con la sua politica aggressiva nei confronti di israele e non solo....
MAMO72
00Tuesday, June 15, 2010 11:18 AM
Re:
_Tiberias_, 6/14/2010 12:41 PM:

L'unica sanzione efficace è quella sui derivati petroliferi. Infatti l'Iran anche essendo uno dei maggiori esportatori di petrolio a livello mondiale, per mancanza di impianti di raffinazione è costretto a importare il 40% del suo fabbisogno di carburanti. Bastava chiudere quel rubinetto per piegare il regime di Teheran, ma non è negli interessi della Russia, della Cina e delle stesse multinazionali occidantali (Eni compresa).


Certo, l'elemento destabilizzante è Israele non l'asse Iran-Siria-Hamas-Hezbollah...




Vero, l'Iran per assurdo è importatore netto di greggio raffinato, ma la pochezza e l'inutilità di queste ultime sanzioni è la prova che il Consiglio ONU (Ente la cui utilità è pari a quella della defunta Società delle Nazioni) è, come al solito, diviso. La Cina, spalleggiate dall'India, e la Russia non acconsentiranno ad imposizioni di sanzioni feroci sugli Ayatollah. recentemente il ministro del Commercio iraniano in visita insiema al premier in Cina ha affermato che i rapporti commerciali fra i due paesi sono destinati a passare da 40 mld di $ a più di 70$ in breve tempo, e questo con buona pace degli amici americani, che al momento hanno problemi ben più importanti che occuparsi dell'Iran (piccolo dato, gli Usa spendono 700 mld di $ all'anno di greggio e nei prossimi 2 anni devono rifinanziare 1.800 mld di $ di debito; non gli conviene proprio destabilizzare il settore nè tanto meno lasciare che qualcun'altro lo faccia).

Per quanto concerne l'elemento destabilizzatore del medio-oriente, secondo me vanno distinte le vicissitudini storiche degli ultimi 60 anni da quelle degli ultimi 2 anni.
Se è vero che Israele è stato ripetutamente attaccato da Lega Araba e dai singoli paesi confinanti, sconfiggendoli ogni volta puntualmente, è altrettanto vero che la recente politica estera/limitrofa a partire dall'Operazione Piombo fuso in poi, fa il pari con la retorica Iraniana, di Hezbollah e Hamas, e questo di sicuro non giova al processo di pace. Che i regimi di Hamas ed Hezbollah (che non vanno affatto d'accordo essendo gli uni sunniti e gli altri sciiti) siano solo un'accolita di terroristi, bè credo non ci piova, ma un conto è combattere dei terroristi un conto invadere paesi sovrani o utilizzare armi al fosforo contro i civili.
Parliamoci chiaro, sono dell'idea che nessuno dei territori conquistati a causa di guerre prevalentemente difensive debba essere restituito (a partire dalle alture del Golan), su questo principio noi italiani dovremmo farci restituire Dalmazia, Istria e Nizza, ma trattare una popolazione civile esattamente come sei stato trattato tu 60 anni fa, non fa di te un campione di civiltà e nascondersi costantemente dietro il dito dell'antisemitismo (pensare che anche gli arabi sono un popolo semitico) non ti scusa.
Io sono uno strenuo difensore dell'esistenza di Israele, ma oggi è Israele che deve fare i primi passi concilianti e attaccare flottiglie di delinquenti in acque internazionali non è un gesto molto intelligente, avrebbero dovuto aspettarli nelle acque di Gaza.
Ricordiamoci poi che Israele non ha firmato il patto di non proliferazione nucleare, perchè? e poi, perchè il nucleare civile (premesso che è una fonte energetica assolutamente antiquata e insicura) Pakistano, Indiano, Cinese, Egiziano sì e quello Iraniano no? perchè lo scemo ha detto che cancellerà Israele dalla mappa geografica? ma c'è ancora qualcuno veramente convinto che, nell'assurda ipotesi che riescano anche ad averla sta bomba, siano in grado di far sollevare qualsiasi cosa più lunga di 5 metri formato siluro direzione sud-ovest senza che non vengano asfaltati dopo 5 secondi netti? ma andiamo, sanno persino quante scor...ge Amadinejad tira al giorno!
Xostantinou
00Tuesday, June 15, 2010 11:33 AM
Re: Re:
MAMO72, 15/06/2010 11.18:

Che i regimi di Hamas ed Hezbollah (che non vanno affatto d'accordo essendo gli uni sunniti e gli altri sciiti) siano solo un'accolita di terroristi, bè credo non ci piova, ma un conto è combattere dei terroristi un conto invadere paesi sovrani o utilizzare armi al fosforo contro i civili.



ma infatti Israele non mi risulta abbia intenzione di invadere un paese sovrano, quello casomai è Ahmadinejad.

MAMO72, 15/06/2010 11.18:


ma trattare una popolazione civile esattamente come sei stato trattato tu 60 anni fa, non fa di te un campione di civiltà e nascondersi costantemente dietro il dito dell'antisemitismo (pensare che anche gli arabi sono un popolo semitico) non ti scusa.



verissimo

MAMO72, 15/06/2010 11.18:

attaccare flottiglie di delinquenti in acque internazionali non è un gesto molto intelligente, avrebbero dovuto aspettarli nelle acque di Gaza.



Questo non era possibile, perché le acque palestinesi hanno accesso direttamente alle acque internazionali, la flottiglia non era obbligata a passare per le acque israeliane (cosa che avrebbe legittimato l'intervento israeliano agli occhi di tutti o quasi), e l'unico modo per attuare un blocco navale di uno stato è proprio quello di disporsi in acque internazionali ed impedire l'accesso alle acque territoriali (vedi blocco navale a Cuba nel '62), se gli israeliani fossero intervenuti nelle acque di Gaza sarebbe stata a tutti gli effetti un'invasione armata dello stato palestinese, con ovvia conseguenza la dichiarazione di guerra.

MAMO72, 15/06/2010 11.18:


perchè il nucleare civile (premesso che è una fonte energetica assolutamente antiquata e insicura) Pakistano, Indiano, Cinese, Egiziano sì e quello Iraniano no? perchè lo scemo ha detto che cancellerà Israele dalla mappa geografica? ma c'è ancora qualcuno veramente convinto che, nell'assurda ipotesi che riescano anche ad averla sta bomba, siano in grado di far sollevare qualsiasi cosa più lunga di 5 metri formato siluro direzione sud-ovest senza che non vengano asfaltati dopo 5 secondi netti? ma andiamo, sanno persino quante scor...ge Amadinejad tira al giorno!



premesso che non condivido affatto il tuo punto di vista sul nucleare come fonte energetica,il concetto è che è meglio prevenire l'eventualità che l'Iran abbia l'atomica, che non dover scatenare una guerra una volta che questi se la sia procurata.
MAMO72
00Tuesday, June 15, 2010 3:12 PM
Bè sul fatto che Israele recentemente non invada stati sovrani non sono d'accordo; Tsahal ha invaso nuovamente il sud del Libano in concomitanza di Piombo Fuso (invasione di Gaza) col pretesto di reprimere Hezbollah ma non mi sembra che né Libano, né palestinesi abbiano ufficialmente dichiarato alcuna guerra, e detto molto sinceramente se a Gaza fossero riusciti a liquidare Hamas gli amici dell'OLP ne sarebbero stati alquanto affranti; un attacco in acque territoriali di Gaza non avrebbe fatto scoppiare nessun conflitto, almeno nel caso specifico, in altri frangenti come citavi tu sono pienamente d'accordo.
Al contrario il paroliere iraniano non ha invaso nessuno, almeno per ora, e non penso lo farà in seguito.
Sul nucleare iraniano credo ci sia molta ipocrisia da parte "occidentale"; non so, ma penso che al fine di stabilizzare la situazione non sarebbe male se anche Israele limitasse il suo armamento nucleare, gli integralisti ortodossi non affatto differenti da quelli musulmani sciiti o sunniti ed in questo momento sono al governo.
Xostantinou
00Tuesday, June 15, 2010 3:20 PM
Nessun integralismo è sano...
_Tiberias_
00Sunday, June 27, 2010 4:07 PM
Riad dopo aver autorizzato il sorvolo del proprio territorio ai jet israeliani permette ora questo:


"Il nucleare iraniano preoccupa soprattutto lo Stato di Israele, tanto che l'aeronautica israeliana ha spostato attrezzature e armi in una base in Arabia Saudita per attaccare l'Iran. Il tutto, scrive il Jerusalem Post, sarebbe avvenuto il 18 e il 19 giugno. La base si troverebbe a 8 km dalla città nordoccidentale di Tabuk, la più vicina a Israele."

L'attacco è imminente?
ironman1989.
00Sunday, June 27, 2010 5:36 PM
E chi lo sa...
Keirosophos
00Sunday, June 27, 2010 6:28 PM
Potrebbe essere uno scenario plausibile....
_Tiberias_
00Sunday, July 25, 2010 7:30 AM
"Lunedì: sanzioni europee contro l’Iran. E il resto dell’anno? Sabotaggio"


Bruxelles. Sul programma nucleare iraniano, l’Unione europea lunedì farà ciò che avrebbe dovuto fare cinque anni fa, quando nell’agosto 2005 l’Iran tolse i sigilli all’impianto di arricchimento dell’uranio a Isfahan: adottare sanzioni così “ampie e robuste” da riportare la Repubblica islamica al tavolo dei negoziati. “L’Ue allarga in maniera autonoma le sanzioni delle Nazioni unite”, spiega al Foglio un ambasciatore europeo. Dopo anni di divisioni e rinvii, c’è l’accordo di tutti su misure che colpiscono idrocarburi, banche, assicurazioni, trasporti e personalità del regime. Saranno vietati i nuovi investimenti, l’assistenza tecnica e i trasferimenti di tecnologia nei settori del petrolio e del gas. Le sanzioni Ue limiteranno gli scambi commerciali e rafforzeranno il controllo sulle banche iraniane. Alcuni leader dei Guardiani della rivoluzione – come il capo di stato maggiore dei pasdaran, Ali Akbar Ahmadian – diverranno “personae non gratae”. Servirà un po’ di tempo per l’implementazione, deve ancora essere “adottato un regolamento”, dice l’ambasciatore. Ma “queste sanzioni sono sorprendentemente severe”, spiega Mark Fitzpatrick dell’International Institute for Strategic Studies di Londra. “Per la prima volta, l’Iran ha di fronte sanzioni che avranno un impatto significativo sull’economia”. Secondo Fitzpatrick, non basterà a convincere Teheran a rinunciare al programma nucleare. Ma “in passato l’Iran ha sempre fatto delle concessioni sotto pressione”. E lunedì i ministri degli Esteri Ue rinnoveranno l’offerta di negoziato. “La nostra risposta è pronta”, ha detto ieri il ministro degli Esteri iraniano Manouchehr Mottaki, spiegando che nei prossimi giorni annuncerà le sue condizioni al dialogo. Domani arriva a Ankara il ministro degli Esteri brasiliano, Celso Amorim, per resuscitare l’asse pro-iraniano con il suo omologo turco Ahmet Davutoglu. L’Iran compra dalla Turchia metà delle importazioni di benzina, il resto arriva dalla Cina e dal traffico clandestino attraverso il Kurdistan iracheno. Se le manovre dilatorie sono una specialità iraniana, la stretta delle sanzioni inizia a farsi sentire sull’economia. La scorsa settimana i bazarii di Teheran erano in sciopero contro l’aumento delle tasse. Intanto, le sanzioni sul materiale nucleare hanno rallentato l’arricchimento dell’uranio. I dati dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica rivelano un calo del 20 per cento delle centrifughe attive a Natanz: da 4.920 nel maggio 2009 a 3.936 nel 2010. Tra le ragioni, secondo il Financial Times, l’incompetenza degli scienziati iraniani e il sabotaggio. I servizi segreti occidentali avrebbero utilizzato le filiere legali e illegali che forniscono all’Iran materiali per le centrifughe introducendo pezzi di ricambio difettosi. Già nel 2006 un’esplosione di una centralina distrusse 50 centrifughe a Natanz. Nel 2004 gli ispettori dell’Aiea constatarono danni a componenti provenienti da una società svizzera avvicinata dalla Cia. “Recentemente un ampio numero di centrifughe iraniane sono scoppiate ed è stato necessario sostituirne circa la metà”, rivela un accademico al Ft: “Queste cose non accadono accidentalmente”.

Fonte: Quotidiano "Il Foglio"


Per proteggersi dall'avanguardia iraniana...

www.ilgiornale.it/esteri/israele_ora_ha_scudo_che_protegge_razzi_amici_teheran/23-07-2010/articolo-id=462776-page=0-co...
_Tiberias_
00Wednesday, July 28, 2010 6:55 AM
"Che cosa ci fa il capo del Mossad israeliano in Arabia Saudita ?". La sfida dell'Iran sta muovendo le acque politiche dell'intero Medio Oriente.


"Roma. Meir Degan, capo del Mossad israeliano, si sarebbe recato in Arabia Saudita per discutere strategie militari comuni nei confronti del programma atomico iraniano, secondo il WorldNetDaily. La notizia fa il paio con quella diffusa settimane fa dal Times di Londra secondo cui l’Arabia Saudita ha deciso di “spegnere” il suo sistema di difesa aerea per permettere il sorvolo di una flotta aerea israeliana che bombardi i siti nucleari iraniani di Bushehr (notizia smentita dall’ambasciatore saudita a Londra). Le due notizie sono quantomeno plausibili, alla luce delle dichiarazioni recenti dell’ambasciatore degli Emirati Arabi Uniti (alleati dell’Arabia Saudita), Yousef al Otaiba, che ha descritto come i paesi del Golfo vivono la minaccia nucleare iraniana: “Gli aspetti positivi di una soluzione militare al problema nucleare iraniano hanno superato i probabili effetti negativi. Gli Emirati non possono vivere con un Iran nucleare. L’America magari sì. Noi no. I paesi della regione avvertono la minaccia iraniana in modo differente. A 7.000 miglia di distanza, e con due oceani di mezzo, la minaccia nucleare iraniana non sembra così credibile agli Usa. Non vi minaccia direttamente. Il nostro esercito, invece, si sveglia, sogna, respira, mangia e dorme con la minaccia iraniana. E’ l’unica preoccupazione per cui il nostro apparato militare si prepara e si addestra. Non ce ne sono altre. Non ci sono altri paesi che ci minacciano. C’è solo l’Iran”. Questo mentre Mubarak da mesi lascia transitare in pieno giorno per il Canale di Suez i sottomarini nucleari di Israele che si portano a ridosso dell’Iran, in vista di un attacco. Dunque, i timori dei governi arabi nei confronti dell’aggressività iraniana sono tali da far ritenere possibile che l’Arabia Saudita tratti sottobanco con Israele. Ma non è accertato che sia così, anche se Israele ha spesso siglato accordi clamorosi di cooperazione militare limitata e sottobanco anche con i suoi più acerrimi nemici. Il più clamoroso fu siglato da David Ben Gurion e Moshe Dayan nel 1958 con il re di Giordania Hussein. Ben Gurion e Dayan si impegnarono a non attaccare la Giordania per permettere a re Hussein di sguarnire completamente la sua frontiera con Israele e spostare tutte le sue divisioni al confine con l’Iraq e prevenire un golpe ordito da Nasser. E così fu. Un altro accordo tra Gerusalemme e Amman, con ogni probabilità, permise il sorvolo indisturbato della flotta aerea israeliana che nel 1981 bombardò il sito nucleare Osirak di Saddam Hussein. Nella guerra 1980-88, gli israeliani strinsero addirittura accordi con l’Iran di Khomeini, nella cornice dell’affaire Iran-Contras, per la fornitura di armi da impiegare contro Saddam Hussein. Siamo dunque alla vigilia di una clamorosa “intesa” tra Israele e un’Arabia Saudita capofila dei regimi arabi suoi nemici? E’ probabile, anche se è certo che questa alleanza metterebbe in crisi la stessa stabilità del regime di Riad a causa della sua ideologia ferocemente antisemita. Ma il fatto è che la “Barriera sunnita” (Arabia Saudita, Emirati, Egitto e Giordania) che Riad ha tentato di ergere per bloccare i progetti iraniani, su suggerimento di Condoleezza Rice, si è rivelata inconsistente anche sotto il profilo militare. Anche i regimi arabi più fondamentalisti devono quindi oggi prendere atto che solo Israele è in grado di difendere loro e tutto il mondo dalla minaccia di un Iran atomico."

Fonte: Quotidiano "Il Foglio".

www.ilfoglio.it/
Xostantinou
00Wednesday, July 28, 2010 8:53 AM
quindi siamo sempre più vicini alla guerra...
_Tiberias_
00Friday, July 30, 2010 4:59 AM
Altra analisi sulle contromisure politiche (e non solo) che i paesi arabi stanno adottando per scongiurare un'Iran nucleare.

"Si muove il sovrano"


Riad. Il monarca saudita si muove. Re Abdullah è partito ieri per un viaggio che toccherà tutti e quattro paesi confinanti con Israele: l’Egitto, la Giordania, la Siria e il Libano. Il culmine della missione arriverà venerdì quando, secondo funzionari del regno, il saudita si incontrerà a Damasco con il presidente siriano Bashar el Assad ed entrambi andranno in visita congiunta a Beirut, capitale del Libano, da sempre divisa tra l’influenza della Siria confinante e quella, per affiliazione tra sunniti, dell’Arabia Saudita. A Beirut Abdullah e Bashar el Assad formeranno un quartetto di potenti mediorientali mai visto prima assieme all’emiro del Qatar, Khaled bin Khalif al Thani, e al sovrano del Bahrein, Hamad bin Issa al Khalifa, e parleranno con il primo ministro Saad Hariri e con il presidente Michael Suleiman. Si tratta di un super vertice arabo che ha pochi precedenti, ma questo è un periodo speciale, segnato da una serie frenetica di incontri di tutti con tutti. Da occidente può sembrare che non si muova nulla e che tutti i protagonisti siano fermi, preoccupati soltanto di mantenere lo status quo: in realtà, sono tutti sospesi su una rotta di collisione con l’Iran, e più il momento della collisione si avvicina e più il ritmo degli incontri si fa accelerato. La settimana scorsa il primo ministro libanese è andato a Damasco per incontrare il siriano Assad – probabilmente per fare da apripista per la visita del suo padrino politico più potente, il re saudita. Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, stratega del nuovo corso “neo ottomano” della Turchia, ha incontrato il leader di Hamas Khaled Meshaal. L’ex primo ministro iracheno Iyyad Allawi, che sta conducendo trattative per formare il nuovo governo a Baghdad con l’appoggio dei sauditi, ha incontrato il leader sciita e filoiraniano Moqtada al Sadr. E il capo del Mossad israeliano sarebbe stato a palazzo reale in Arabia Saudita per incontrare il sovrano, ma non ci sono conferme. Intanto nel nord dello Yemen i ribelli Houthi che godono dell’appoggio di Teheran hanno lanciato un’offensiva violenta contro il governo che tende verso i sauditi.In Libano, il re saudita ha un piano diviso in due fasi, una a breve termine e una da giocare più sul lungo periodo. Vuole disinnescare la tensione potenzialmente devastante tra il governo e Hezbollah, che vede arrivare un verdetto di condanna dal Tribunale speciale delle Nazioni Unite sull’omicidio nel 2005 dell’ex premier Rafiq Hariri e già annuncia violenza. Da almeno un mese le voci di una possibile ripresa della guerra sul confine con Israele – prosieguo di quella del 2006 – e ora l’ipotesi di un suo distacco violento dal governo di Beirut agitano il Libano. Il premier Hariri ha appena mandato 1.500 soldati sul confine sud per impedire a Hezbollah provocazioni. L’ambasciatore francese a Beirut Denis Pietton, dopo un incontro urgente con il premier, ha detto che i rinforzi sono intesi a impedire azioni contro il contingente francese. Il gruppo sciita vorrebbe attaccare per guastare il vertice a quattro di domani, perché ha ben chiaro qual è l’obiettivo più a lungo termine del sovrano saudita. Re Abdullah in vista di un conflitto contro l’Iran che si sta armando di bomba nucleare punta a staccare Damasco dal suo storico patto di alleanza con Teheran, e in particolare a rinunciare a pensare al Libano come alla piattaforma da cui lanciare attacchi di rappresaglia contro Israele in caso di raid contro i siti del programma atomico iraniano. Hezbollah, che riceve centinaia di milioni di dollari in finanziamenti da Teheran, è contro e vuole rovinare ogni ipotesi di intesa. Prima dell’appuntamento in Libano, il programma di re Abdullah prevede incontri più facili. Ieri è stato a Sharm el Sheikh, in Egitto, per incontrare il presidente Hosni Mubarak, ansioso quanto il sovrano di agire contro il potere iraniano. Secondo gli osservatori, i due non credono che sia giunto il momento di negoziati diretti tra l’Autorità palestinese e Israele, e chiederanno al presidente dell’Anp, Abu Mazen, di annullare qualsiasi ipotesi di incontro. Arabia ed Egitto temono che in questo momento negoziati diretti potrebbero favorire gli estremisti filoiraniani di Hamas. Il saudita oggi incontrerà anche re Abdallah di Giordania, ufficialmente per parlare di economia: ma tratteranno anche di pace tra Israele e i palestinesi e di altro: la rotta aerea più breve verso l’Iran taglia i cieli di Amman.


Fonte: Quotidiano "Il Foglio".

www.ilfoglio.it/
Xostantinou
00Friday, July 30, 2010 9:18 AM
la cosa più inquietante è che "Il Foglio" a parte non vedo queste notizie da nessuna parte...possibile che si voglia tenere la gente allo scuro di una possibile guerra tutt'altro che trascurabile??
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