00 31/03/2011 17:45
Il problema è che si strumentalizza l'evento instillando la paura del nucleare senza una reale utilità alla causa nipponica, non è che tutto questo terrorismo mediatico stia aiutando il Giappone ed i giapponesi in qualche modo, anzi, li sta devastando, soprattutto economicamente visto che basta una parola sbagliata a far crollare gli indici di borsa.
Senza poi contare le drammatiche ricadute su commercio e turismo.

Tutto ciò ha come fine ultimo far vendere più giornali/più ascolti televisivi e, in paesi in situazioni politiche precarie come l'italia, gettare benzina sul fuoco del caos politico-mediatico, visto che siamo alla vigilia del referendum sul nucleare ed ho sentito fino ad ora parlare solamente politici, giornalisti ed opinionisti, mai nemmeno una volta ho visto uno scienziato esperto di fisica/ingegneria nucleare spiegare con chiarezza, autorevolezza ed obiettività apolitica i pro ed i contro del nucleare in italia alla popolazione, mai!

Ed in tutto ciò terremoto e tsunami, con i loro morti ed i loro danni, sembrano perduti e dimenticati per sempre.



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Κωνσταντίνος ΙΑ’ Δραγάσης Παλαιολόγος,
Xρoνoκράτoρ και Koσμoκράτoρ
Ελέω Θεού Βασιλευς και Αυτοκράτορ των Ρωμαίων.





"Ci sono quattro grandi cause per cui vale la pena di morire: la Fede, la Patria, la Famiglia ed il Basileus. Ora voi dovete essere pronti a sacrificare la propria vita per queste cose, come d'altronde anch'io sono pronto al sacrifico della mia stessa vita.
So che l'ora è giunta, che il nemico della nostra fede ci minaccia con ogni mezzo...Affido a voi, al vostro valore, questa splendida e celebre città, patria nostra, regina d'ogni altra.
Miei signori, miei fratelli, miei figli, l'ultimo onore dei Cristiani è nelle nostre mani."

"Ed allora questo principe, degno dell'immortalità, si tolse le insegne imperiali e le gettò via e, come se fosse un semplice privato, con la spada in pugno si gettò nella mischia. Mentre combatteva valorosamente per non morire invendicato, fu infine ucciso e confuse il proprio corpo regale con le rovine della città e la caduta del suo regno.
Il mio signore e imperatore, di felice memoria, il signore Costantino, cadde ucciso, mentre io mi trovavo in quel momento non vicino a lui, ma in altra parte della città, per ordine suo, per compiervi un'ispezione: ahimè ahimè!."

"La sede dell'Impero Romano è Costantinopoli e colui che è e rimane Imperatore dei Romani è anche l'Imperatore di tutta la Terra."

"Re, io mi desterò dal mio sonno marmoreo,
E dal mio sepolcro mistico io ritornerò
Per spalancare la murata porta d'Oro;
E, vittorioso sopra i Califfi e gli Zar,
Dopo averli ricacciati oltre l'Albero della Mela Rossa,
Cercherò riposo sui miei antichi confini."

"Un Costantino la fondò, un Costantino la perse ed un Costantino la riprenderà”